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giovedì 12 giugno 2014
martedì 10 giugno 2014
COSA NON METTERETE IN VALIGIA E CHE INVECE POTREBBE SALVARVI LA VACANZA?
A meno che non abbiate già letto questo post, sicuramente non é presente nella vostra check list di viaggio.
Eppure questo oggetto di uso comune potrebbe letteralmente "salvarvi la vacanza".
Ma di che oggetto si tratta?
ma dei SACCHETTI DA CONGELATORE!!!
- piccoli e leggeri, quindi comodissimi da portare nel bagaglio a mano o nella borsetta/marsupio in modo da averli sempre con noi.
- moooolto più economici dei sacchetti venduti nei negozi di sport/campeggio)
- PROTEGGONO I NOSTRI DOCUMENTI, BIGLIETTI, CARTE DI CREDITO, MACCHINA FOTOGRAFICA COMPATTA etc. dall'acqua (pioggia, schizzi durante un giro in barca, mani bagnate al mare etc).
Non ci avreste mai pensato :)
TEST: CHE TIPO DI VIAGGIATORE SEI?
Che tipo di viaggi prediligiamo e come affrontiamo le vacanze dice moltissimo del nostro modo di essere.
Fai il test di magnaroma e scopri che tipo di viaggiatore sei:
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venerdì 6 giugno 2014
DIREZIONE SAHARA
| copyright Estero e Viaggi |
Facciamo provviste
a Ouarzazate, ultimo grande centro all’interno del Marocco prima delle aride
terre che alternando altipiani pietrosi ad aspre montagne, conducono alle dune
del Sahara. E’ negli studi cinematografici di questa città che i migliori
registi del mondo, attirati dagli
splendidi paesaggi e dai costi di produzione ridotti, vengono a dar vita alle
loro pellicole. Il cielo è grigio, aria di pioggia all’orizzonte, ma la
temperatura resta sempre oltre i 35°.
Man mano che
scorrono i chilometri il paesaggio cambia, sempre meno alberi e sempre più
sassi, resistono solo qualche sparuta acacia e qualche palma malridotta. La
strada costeggia il letto di un fiume, ce ne accorgiamo dalla vegetazione che
insolitamente cresce abbondante, ma l’acqua non c’è, in superficie scorre solo
un paio di mesi l’anno. Cambia anche la
tipologia delle abitazioni, adesso, ai lati della strada, cominciamo a vedere
alte mura di fango all’interno delle quali sembra esserci della gente. Ci fermiamo
per vedere di cosa si tratti, tutt’intorno un’immensa distesa di pietre a
perdita d’occhio. Scendendo dalla macchina veniamo accolti da un vento caldo,
forte e carico di sabbia, ecco perché in giro non c’è nessuno! Una di queste
strutture è aperta, sembra disabitata, ci viene voglia di dare un’occhiata e di
fare qualche foto. All’interno alcune casette di fango basse sorgono ai piedi
di queste mura, la nostra curiosità e la fiducia nell’ospitalità marocchina ci
spingono tra quelle strette vie, finchè incontriamo delle donne, coperte dai
chador, che alla nostra vista restano sorprese almeno quanto noi. Vengono
avanti le più giovani, sono incerte, ma poi la vista del nostro cane, animale
non molto amato da quelle parti, le terrorizza e iniziano a gridare. In un
momento siamo fuori da quella piccola
casbah, meglio rispettare la riservatezza di queste persone e ci rimettiamo in
marcia, sta facendo buio e il vento ha spazzato via tutte le nubi.
Arriviamo a Tagounite e prendiamo una stanza
nell’unica struttura turistica della città, una grande casbah ristrutturata
gestita da alcuni tuareg. E’ buio e non si vede tanto ciò che c’è all’interno
di questa cittadella fortificata, circondata da alte mura di fango e paglia. La
nostra stanza sta su una sorta di torretta, è rimasta esposta tutto il giorno
al sole ed ora al suo interno fa più caldo che fuori. D’improvviso verso le
dieci di sera cala il vento e con esso il rumore assillante e il fastidio
dovuto alla quantità di sabbia che trasporta. In cielo sale una splendida luna
piena che rischiara tutta la casbah, il silenzio è totale.
La mattina ci si alza presto, bisogna
sfruttare le prime ore della giornata in cui non c’è vento e il caldo è ancora
sopportabile.
Camminando per le vie polverose ci si avvicina
un ragazzino locale che comincia a raccontarci della città sotterranea che si trova
sotto di noi, vuole portarci a visitarla, dice che se non si conoscono
bene i luoghi non si possono trovare gli
ingressi, così ci lasciamo condurre. Ci incamminiamo per le vie desolate
circondate da alte mura di fango, tutto ha lo stesso colore, il colore rosso di
tutta la terra d’Africa. Al nostro passaggio quelle vie deserte si riempiono di
vita, tutti i bambini che abitano nelle case sulla strada ci vengono incontro,
il nostro cane è l’attrazione principale, la temono, ma qualcuno più coraggioso
si fa avanti e la accarezza tra le grida di tutti gli altri. Giungiamo ad una
scalinata che conduce verso il basso, scendiamo, all’inizio è buio, poi il
chiarore arriva da un lucernaio che prende la luce dalla strada, proseguiamo, è
sensazionale, sotto terra c’è una città vera e propria. Abitazioni, piccoli
negozi, stalle, tutto scavato nella terra, c’è un’atmosfera indescrivibile. Ma
la cosa più curiosa è che sotto quella città sotterranea, ce n’è un’altra e
sotto quella, altre ancora: sono cinque in tutto. Il motivo per cui hanno scavato
la loro città sotto terra è per difendersi dal caldo, infatti lì la temperatura
si mantiene su livelli gradevoli. Scendiamo fino al terzo piano sotterraneo, la
poca luce arriva dai lucernai che arrivano fino al livello della strada e che
proseguono giù fino ai livelli inferiori e da lampade ad olio. Il ragazzino ci
dice che in quel momento nelle case ci
sono solo le donne e i bambini, molte non escono mai, aspettano i loro mariti,
alcuni torneranno la sera, altri sono lontani a lavorare. Lì di lavoro non ce
n’è, e da quando hanno fatto la diga sul
fiume per portare l’elettricità a Ouarzazate a loro non arriva più acqua, e
così non possono irrigare i campi, nè possono allevare le capre. Lo Stato gli
ha offerto l’elettricità, ma non hanno voluto accettarla, a loro serve l’acqua.
Torniamo in superficie e chiedo al ragazzo come facciano sotto terra in caso di
pioggia, lui mi guarda serissimo e mi dice che lì non piove da 25 anni!
Tornando alla
casbah scopriamo che il proprietario è anche uno dei principali venditori di
tappeti della città, ce ne propone a decine così ci lasciamo coinvolgere nelle
estenuanti trattative per l’acquisto, sorseggiando thè su dei divani davanti a
carta e penna! Chiudiamo per tre tappeti in cambio di una tenda, un sacco a pelo,
una maglia e un po’ di contante. Carichiamo la macchina e dopo le foto di rito
ripartiamo verso le dune del Sahara.
SALVIAMO UNO DEGLI ULTIMI PARADISI INCONTAMINATI DEI CARAIBI!!
L’ISOLA DI HOLBOX
MINACCIATA DA UN MEGAPROGETTO TURISTICO
Holbox è uno degli
ultimi paradisi marini del mondo. Situata nel Mar Dei Caraibi di fronte alle
coste messicane dello Yucatan settentrionale, è riuscita negli anni a conservare
un ecosistema quasi intatto, accogliendo tutti quei turisti che non amano l’ambiente
del resort e della movida notturna.
Holbox è un’isola
fuori dal tempo, dove i ritmi della giornata non sono scanditi dalle ore, ma
dalla luce e dal buio. Le spiagge sono lunghe e bianche e le strade di sabbia.
Le acque che la circondano sono popolate di delfini, mante, lamantini e squali
balena.
Tutta la zona fa
parte della Riserva naturale dello Yum Balam dal 1994. La presenza di questa area protetta,
fortemente voluta dalla comunità locale, fa sì che per raggiungere Holbox da
Cancun siano necessarie un paio d’ore
d’auto su strade malmesse e mezz’ora di lancia.
Tutto questo oggi è
seriamente minacciato dalla speculazione delle multinazionali.
E’ di questi
giorni, infatti, la notizia che l’Ente Nazionale Messicano per la Salvaguardia
dell’Ambiente (SEMARNAT) sta trattando la suddivisione del territorio di Holbox
in quattro macrozone. In una di queste si vuole costruire un megacomplesso immobiliare
con il beneplacito dei proprietari di quei terreni.
Il progetto La Ensenada prevede la costruzione di hotel
di lusso, unità abitative, strade e approdi per 600 milioni di dollari. La
società incaricata dell’attuazione del progetto è la Peninsula Maya Development, che lo presenta come la sola occasione
per l’isola di trovare la strada per uno sviluppo sostenibile e duraturo. I
responsabili della società, dietro la quale sembra esserci il magnate della
distribuzione della Coca-cola in Yucatan, affermano che solo il 10% del
territorio dell’isola sarà interessato dalle infrastrutture e che per la
popolazione locale sarà un modo per avere nuovi posti di lavoro. Il solo modo per raccogliere fondi per
salvaguardare l’ecosistema e per coordinare tutti gli sforzi in questo senso,
continua il portavoce della PDM, è
l’attuazione del progetto. E’ infatti già successo che in altre zone del paese
dove il territorio è stato lottizzato, ci sia stata una speculazione selvaggia
e incontrollata.
Tutto questo accade
mentre le agenzie ONU per l’ambiente lanciano un programma di protezione delle piccole isole che formano
degli ecosistemi a sé al fine di salvaguardare la biodiversità.
Molte le celebrità
che si sono attivate contro questo progetto e che stanno danno il loro
contributo tramite i media e i social network. La petizione #SALVEMOS ISLA
HOLBOX, indirizzata al presidente Pena Nieto in persona, ha già raccolto più di
50000 firme, ma si conta di arrivare a più del doppio.
Dal canto loro gli
abitanti dell’isola, sostenuti dalle autorità locali, hanno avviato una serie
di manifestazioni di protesta ed hanno occupato il palazzo municipale. Sembra
infatti che i proprietari dei terreni, per una legge messicana risalente al
periodo della Rivoluzione Agricola, non possano alienare i loro possedimenti
sui quali è prevista la costruzione de La
Ensenada.
Il caso è già
approdato alla Suprema Corte di Giustizia, presto vedremo se il diritto alla
salvaguardia della biodiversità prevarrà sugli interessi privati e sulla
corruzione.
martedì 3 giugno 2014
SEI DAVVERO PRONTA A CAMBIARE VITA?
Sempre più spesso sento dire dalle persone che mi circondano che sono stanche ed insoddisfatte della propria vita. Un gran sentimento di voglia di mollare tutto e cambiare vita aleggia nell'aria: ma siamo davvero pronte a buttare anni di vita per ricominciare?
fai il test e scopri se é il momento giusto:
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lunedì 2 giugno 2014
domenica 1 giugno 2014
MA IO CHE DIRITTI HO IN EUROPA?
Europa si? Europa no? Si discute molto in questo periodo sui vantaggi e gli svantaggi della appartenenza dell'Italia alla Unione Europea.
Ma dal punto di vista del cittadino e della sua mobilità, cosa significa esattamente Essere Europeo?
Quali sono i nostri diritti una volta varcati i confini? Cosa possiamo portare con noi? Abbiamo diritto all'assistenza sanitaria? La patente di guida é valida? Se ho un lavoro dipendente I contributi vengono automaticamente registrati anche in Italia?
Per far chiarezza sui molti dubbi dei cittadini, l'Unione Europea ha rinforzato il settore informazione del suo portale web, ed oggi é possibile avere informazioni aggiornate e dettagliate sia in caso di viaggio che per i trasferienti all'estero.
Web Page informativa in Italiano della UE: http://europa.eu/eu-life/residence-rights/index_it.htm
In caso di emergenza quando si é all'estero, ricordarsi che é sempre bene contattare l'ambasciata italiana nel paese dove ci si trova.
Per trovare i contatti sempre aggiornati basta cliccare qui: http://europa.eu/youreurope/citizens/national-contact-points/embassies/index_it.htm
sabato 31 maggio 2014
I 10 CONSIGLI D'ORO PER CHI VUOLE ACQUISTARE UN'ATTIVITA' ALL'ESTERO
Molte volte il desiderio di cambiare finalmente vita, mollare tutto e rifugiarsi in un posto diverso puo’ portare a fare scelte affrettate che possono avere delle conseguene anche pesanti.
E’ invece importante, quando si sta facendo un investimento per l’acquisto di una attività, fare attenzione a molti aspetti, tra i quali :
1- La cosa migliore da fare é quella di avvalersi della consulenza di 1 avvocato e di 1 commercialista locali, in modo da minimizzare i rischi burocratici e procedurali
2- Far controllare la conformità e la validità degli atti di proprietà
3- In caso di attività in affitto prendersi il tempo di discutere con il proprietario del terreno/locale sulle condizioni contrattuali future (molti proprietari di locali/terreni etc aumentano gli affitti al momento del rinnovo del contratto con un nuovo affittuario !)
4- Verificare la contabilità (sembra banale, ma alle volte c’é chi acquista accontentandosi i vedere dei fogli excell con dei riassunti contabili mensili o roba del genere : non lo fate é rischioso !)
5- Verificare presso l’ufficio delle imposte lo stato di pagamento delle tasse
6- Verificare la validità e la conformità di tutte le licenze
7- Verificare la validità e la conformità di tutti i contratti con gli eventuali fornitori
8- Se si tratta di una attività in funzione, verificare presso gli uffici competenti la regolarità dei contratti del personale e l’assolvimento delle relative tasse etc
9- Ricordatevi che in molti paesi esteri anche se si é proprietari di una struttura non si ottiene automaticamente il visto per poterci lavorare (informatevi sempre sulle procedure burocratche del paese rpma di acquistare una attività !!)
10- Firmate un documento legale dove il venditore dichiara di lasciare una proprietà senza debiti e che si prederà ogni resposabilità legale in caso di menzogna
Nessun paese dove emigrerete vi regalerà una vita che non richiede impegno e sforzi : cominciate con entusiasmo la vostra nuova avventura !!!
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